La storia del barbiere: dall’Impero Romano al 1900

Durante il periodo della caduta dell’Impero Romano ci fu un’invasione, da parte della popolazione chiamata dai Romani, “barbari” derivante dal latino barbărus, che a sua volta dal greco bárbaros ossia “straniero” o balbettante, inteso come incapace di farsi capire.

La storia del barbiere nasce con queste popolazioni, i Franchi, i Visigoti e molte altre di origine germanica, che attaccarono l’Impero riportando in auge la moda delle barba e dei capelli lunghi.

Il barbiere nel Medioevo

Storia del barbiere tecnica del bloodletting

Tecnica utilizzata dai barbieri-chirurghi per lasciar scorrere e purificare il proprio sangue (Bloodletting)

La storia del barbiere parte da lontano, nel Medioevo quando si avverte il primo grande cambiamento nel mestiere del barbiere, fino ad allora le attività di salasso e pratiche riguardanti il “rinnovo” del sangue erano appannaggio del Clero e dei sacerdoti.

E’ dal Medioevo che i barbieri vennero considerati dei veri e propri chirurghi, questi effettuavano delle incisioni cutanee, che prendevano il nome di salassi che servivano, a detta loro, per rimuovere il sangue “malato e cattivo” e nel tempo stesso, permettere a quello “nuovo e vitale” di rigenerarsi, e prendere il posto di quello marcio mediante dei veri e propri tagli effettuati sulla pelle.

Il salasso veniva applicato con delle bende di stoffa, che diventavano rosse per via del sangue periferico e blu per via del sangue venoso: spiego questo nell’articolo sul palo del barbiere o barber pole. Dunque la storia dei barbiere è legata indissolubilmente alla figura del cerusico, che nell’Alto Medioevo comparve proprio per contraddistinguere le figure minori, come i norcini ed i barbieri che si occupavano di piccole operazioni chirurgiche.

Il motivo per il quale, un compito delicato e sensibile come quello del chirurgo venga oggi affidato a chi ha studiato e si è preparato per anni studiando l’anatomia e la fisiologia del corpo umano è dovuto al livello di alfabetizzazione e d’istruzione che la maggior parte degli individui hanno raggiunto. Nel Medioevo la nobiltà raggiungeva vette elevate di analfabetismo, pari a circa il 90%, ed ecco spiegata l’ascesa che ha segnato l’ingresso nella storia del barbiere-chirurgo.

Il Concilio Lateranense: come cambia la situazione

Rimozione di un callo storia del barbiere

Rimozione di un callo da parte di un barbiere

A cambiare le carte in tavola ci pensò il primo Concilio Lateranense, editto nel 1123, il quale recita così: “è tassativamente vietato al clero di assistere al letto dei malati, altro da come ministri di culto”.

Dunque i cerusici-sacerdoti che fino ad allora gozzovigliavano con tagli, bendaggi e medicazioni adesso si vedono messi in ombra dalla figura storica del barbiere, destinata ad emergere ed a perdurare nel tempo.

C’è voluto il Concilio Lateranense II, emanato nel 1139 che minacciava, in maniera più o meno aperta, tutti i sacerdoti, i quali incuranti, continuavano imperterriti nelle loro pratiche mediche, che non spettavano più a loro.

Papa Alessandro III nel Concilio di Tours del 1163 andò a pubblicare una proibizione molto simile a quella stipulato nei primi due patti Lateranensi, il “colpo di grazia”, diciamo così, fu inflitto da Papa Innocenzo III, che, con il suo editto, si rivolgeva a diaconi e sacerdoti vietando espressamente “le pratiche di operazioni nelle quali il sangue fosse presente”. Prese il nome di IV Concilio Lateranense e stabilì che, da quel momento in poi, qualsiasi pratica di estrazione del sangue sarebbe considerata alla pari di un sacrilegio per i ministri al cospetto di Dio.

Inizio della Storia del Barbiere

Salassi del barbiere

Salasso eseguito da un barbiere-cerusico.

E’ qui che ha inizio la storia del barbiere vera e propria, infatti, dati i diversi patti e concili indetti dal Clero, i barbieri iniziarono ad acquisire gradualmente tutti questi compiti, che, per i prossimi sei secoli o giù di lì, rappresentano un motivo di continuo scontro tra la Chiesa ed i tonsori proprio per accaparrarsi queste mansioni di natura medica. La storia del barbiere quindi si scontra con la realtà clericale e monastica.

Nei secoli a venire, fino al XV, i barbieri continuavano la loro attività medica in maniera abbastanza tranquilla, nel compiere interventi chirurgici e qualsiasi altra tipologia di cura analoga.

Nel parlamento, in Inghilterra, nel XV Secolo (1450) si stabilì che i barbieri potevano effettuare le seguenti tipologie di attività:

  • Salasso
  • Estrazioni dentarie
  • Cura dei capelli

Nel XVII e XVIII secolo, ci fu una vera e propria elevazione dei barbieri, nelle alte posizioni delle Corti europee, e, grazie ad un editto emanato da Enrico VIII d’Inghilterra riuscirono a ricevere almeno una volta l’anno dei corpi per effettuare delle dissezioni, in modo da approfondire la loro conoscenza sull’Anatomia umana.

Limitazioni dei barbieri a funzione tonsoriale

L’organizzazione lavorativa del XVIII secolo prevedeva le corporazioni di arte e di mestieri, chiamate anche gilde, che servivano per regolamentare e tutelare le stesse categorie professionali. Insieme, manco a farlo apposta c’erano le corporazioni dei chirurghi insieme a quelle dei barbieri.

Con l’emendamento del re Giorgio II di Gran Bretagna queste due corporazioni vennero separate tra di loro e furono considerate due entità autonome ed independenti l’una dall’altra. I barbieri non dovevano più effettuare salassi o estrazioni dentarie ma venivano relegati solamente alla cura dei capelli.

Questo provocò un calo enorme, anche in seguito alla parallela decisione, presa in Francia da Luigi XIV, nella metà del 17° secolo, e trasformò le barbierie da locali specializzati nella cura e l’analisi delle patologie, a squallidi ed insalubri luoghi frequentati da gente dal basso livello sociale. Ci fu un calo consistente, non solo ai danni dell’immagine dei barbieri ma anche in merito al rispetto sociale maturato e meritato da questi ultimi.

Per assistere ad una vera e propria ripresa del “barbiere” come lo conosciamo al giorno d’oggi deve passare circa un secolo, ed una nobilitazione dello stesso, che assume il termine di “parrucchiere” a sostituire quello più antiquato e in disuso di barbiere.

Joe Smith dal Barbiere

Joe Smith dal barbiere con un lustrascarpe (shoe shiner) in basso a sinistra

Da barbiere a parrucchiere

L’approccio del XVII secolo con le acconciature in Francia ed il crescente uso di parrucche spinse i barbieri a rivisitare la propria professionalità offerta, puntando maggiormente sul modellare ed acconciare le parrucche.

Dunque non più artisti sulle teste umane, ma i barbieri diventano anche progettisti e produttori di parrucche, quindi diventano veri e propri installatori manuali delle parrucche e provvedono anche alla manutenzione delle parrucche stesse.

Se ci riflettiamo è scontato quanto interessante, “parrucchiere“, la parola stessa lo dice “inventore o modellatore di parrucche”.

I modelli di parrucche erano spettacolari, molto arricciate, variegate nelle forme ed eleganti, tant’è che divenne una vera e propria industria di prima classe.

Gli uomini amavano incipriare le parrucche di un colore a metà tra il bianco ed il grigio mentre le donne, fino ad un periodo che va al termine del XVIII secolo sceglievano tantissimi colori.

Furono un’invenzione importante per il settore della barbieria ma anche dell’acconciatura, perché si crearono le prime aziende di parrucche, che davano lavoro ed opportunità a tantissime persone. 

Dal 1850 i barbieri smisero definitivamente di effettuare estrazioni dentarie ed i salassi, dedicandosi esclusivamente al taglio ed alla cura dei capelli.

Barbiere moderno

Un barbiere mentre tagli i capelli negli anni 50 al calciatore argentino Omar Sivori, in forza alla Juventus.

I barbieri moderni

Nel 1887 c’è il “Barbers’ Protective Union” fondato nell’Ohio a Columbus un’associazione a protezione e tutela del barbiere e degli acconciatori, ed un’altra, l’anno successivo “Journeymen Barbers Internationl Association”, a New York: oggigiorno questa prende il nome di “Barbers, Beautician and Allied Industries International Association”.

Si creano dunque nuove associazioni, nuove barbierie ma anche le prime scuole per diventare un barbiere moderno a tutti gli effetti, in modo da garantire una formazione adeguata ed un’istruzione di alto livello e profilo.

Oggigiorno i barbieri sono veri e propri consulenti d’immagine, che sanno consigliare tagli di capelli fantastici che renderanno il tuo viso ma anche il tuo stile inimitabili.

Questa è la storia del barbiere!

 

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